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Blu, il colore più amato del mondo

26 Ottobre 2012

Blu, il colore più amato del mondo

È il più affascinante e controverso tra i colori: si associa alla calma, ma anche alla depressione. Secondo diverse indagini, il blu è anche il colore più amato, preferito dalla metà della popolazione mondiale. Le lenti a contatto più comprate nel mondo sono blu; divise blu per le infermiere – dice uno studio condotto alla Cleveland Clinic – fanno felici i bambini; e l'unico capo d'abbigliamento della storia che non è mai passato di moda si chiama blue-jeans, pantaloni simbolo dell'individualismo, anche per via “ del modo unico in cui si personalizzano, scolorendo con il lavaggio”, spiegano gli psicologi.

Numerosi studi scientifici vengono condotti sul blu, sulle sue proprietà ottiche e i suoi connotati antropologici. Ad esempio un gruppo di ricercatori sta cercando di capire la struttura di un particolare tipo di mirtilli che si prefigura come l'oggetto più lucente mai trovato in natura. Un meraviglioso trucco per farsi inghiottire dagli uccelli – attratti dal bagliore – e disperdere così il più lontano possibile i semi della pianta.

Gli antropologi poi si affannano ancora nel tentativo di tracciare la storia del blu nella cultura umana, per capire ad esempio il ruolo di questo pigmento in relazione ai concetti di virtù, autorità, divinità e classe sociale. In alcune culture poi, il pigmento blu era prezioso come l'oro.

Ma il blu è in relazione anche con l'umore e il comportamento. Al contrario del rosso, favorisce la calma e la riflessione, forse perché ricorda il mare e il cielo, ovvero ciò che più facilmente associamo alla vacanza e al benessere. Molte ricerche lo confermano. All'università giapponese di Aichi, ad esempio, hanno dimostrato che lavorare in un ambiente blu affatica meno ed evita la sensazione di claustrofobia, rilassando le persone fino a calmare la loro frequenza cardiaca rispetto a chi lavorava in un ambiente giallo.

La rivista Science ha pubblicato uno studio della University of British Columbia che mostra come la capacità di risolvere problemi al pc (sia in senso creativo che per obiettivi) sia condizionata dal colore applicato allo schermo. Si è visto che una cornice blu migliorava – rispetto a una rossa o bianca – la creatività, mentre il rosso agiva migliorando l'accuratezza. Interessante notare che i partecipanti allo studio, dovendo ipotizzare l'esito della ricerca, abbiano risposto che sia la creatività che l'accuratezza sarebbero state migliorate dallo schermo blu.

Il blu si associa anche al freddo, al dolore e alla morte. Fu la depressione a spingere Picasso nel suo periodo blu, e si dice “blues” per dire tristezza o depressione (baby blues è la depressione post-partum): ma non si sa perché. Forse – si ipotizza all'Università americana di Richmond, in Virginia – perché è blu il colore della pelle quando il corpo è privo di ossigeno. Qui si studia anche le capacità del blu di placare l'appetito.

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